L’ELEMOSINA DI TRASFERTA (ovvero il maltrattamento di missione)

Roma -

Cari Colleghi,

NOI che lavoriamo nell’ICQRF non dovremmo più stupirci di nulla ed invece i fatti puntualmente dimostrano come questa Amministrazione trovi sempre i modi ed i tempi per umiliare fino all’inverosimile…

Forse c’eravamo illusi quando, così come avvenuto per altri Enti, pensavamo che finalmente qualcuno ci avesse reso giustizia con il ripristino dell’indennità di “Trasferta”, non sapendo che, in quanto “figli di un Dio minore” in forza a questa Amministrazione, per NOI le Leggi fanno eccezione.

Quello che riteniamo sia inaccettabile è che dal 1 gennaio 2019 queste indennità per Legge sono state ripristinate; quindi l’Amministrazione per tempo doveva anticipare ed “organizzare” delle linee guida, inviando una tabella di missione univoca volta ad uniformare l’indennizzo di trasferta per tutti gli uffici di questo Dipartimento dislocati sull’intero territorio nazionale.

Come è andata a finire? Che giunti alla fine di luglio molti colleghi non hanno presentato ancora i rimborsi delle missioni, in attesa di qualche “chiarimento”, trovandosi magari qualche migliaio di euro in tasca in meno perché anticipati a favore di questa Amministrazione “per lavorare”, e non averli in disponibilità per la famiglia, per le ferie, non vorremmo pensarlo ma anche per necessità più gravi…

La scrivente O.S. da molto tempo richiede all’Amministrazione Centrale delucidazioni in merito, come dimostrato dalla documentazione allegata al presente comunicato, senza avere alcuna risposta.

Al contempo, il malumore tra gli ispettori aumenta in maniera del tutto proporzionale alla crescente attività di P.G. extra territoriale che, nonostante “i maltrattamenti di missione”, viene comunque svolta con merito, in collaborazione con le varie Procure, con i C.C., G.d.F., in territori difficili come al SUD Italia: un’attività di PG svolta senza il percepimento della dovuta indennità, cosi “l’IMPOLIZIOTTO” (impiegato/poliziotto) impegnato nell’esecuzione di custodie cautelari (arresti), esercita la professione nella sua più totale crisi esistenziale senza alcuna tutela(?).

Molti colleghi rappresentano la questione come lesiva della dignità del lavoratore: prima del ripristino dell’indennità potevi illuderti pensando che non c’erano le coperture economiche. Oggi l’attività esterna, grazie alle fantomatiche interpretazioni delle Leggi e dei CCNL dell’Amministrazione Centrale, viene sempre riconosciuta a 0,26 cent/ora (indennità ridotta) anche quando andrebbe liquidata per intero a 0,86 cent/ora, e la parola DIGNITA’ è inutile scomodarla.

Caso emblematico è rappresentato dalle missioni espletate in aree doganali presenti in città ove ha sede l’ufficio. La Legge n. 836 del 1973, all’art. 10 considera territorio estero l’area doganale dove si effettuano i controlli, e testualmente recita: “Ai dipendenti che si rechino in missione presso le stazioni ferroviarie di confine o presso le dogane internazionali situate in territorio estero compete l'indennità di trasferta nella misura e con le modalità previste per l'interno. Tuttavia, per dette missioni, compete l’indennità di trasferta anche se la distanza, intercorrente fra la ordinaria sede di servizio e la località di missione è inferiore ai 12 chilometri di cui al punto d) del terzo comma dell'articolo 3 della presente Legge”.

Sinceramente non comprendiamo l’atteggiamento di questa Amministrazione: sembra quasi “indifferenza” piuttosto che erronea interpretazione delle norme, confermata dalla mancanza di risposte alle domande mosse dal personale, la domanda è lecita: ma da gennaio ad oggi che cosa avete fatto??????.     

Per questo la scrivente O.S. in rappresentanza del personale, estenuato dal protrarsi di questa situazione, si riserva di intraprendere un percorso di “proteste” che verranno comunque condivise dai lavoratori della struttura, al fine di ottenere quello che ci spetta di diritto… che fine ha fatto l’anticipo di missione che TUTTI dovremmo chiedere???

Il Coordinamento Nazionale USB PI MIPAAFT